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EcoDesign

Per un sonno tutto naturale



Dall'incontro tra il gruppo Gabel e Plinio il Giovane, entrambi convinti assertori di produzioni ecosostenibili, nasce Org, sistema per il sonno completamente naturale, basato su tessuti organici, letti e viti in legno realizzati artigianalmente e forme ergonomiche.

Presentato al
Fuorisalone 2009 di Milano, il sistema è stato pensato per essere completamente ecocompatibile, un vero e proprio sistema completo che comprende, oltre al letto vero e proprio, il materasso ed una collezione completa di lenzuola, copri piumini, copriletto, coperte e plaid.

Inoltre, non solo la struttura ma ogni componente del letto Org è realizzato con il massimo rispetto per l'ambiente. Cosí alcuni dettagli, solitamente realizzati in metallo come ad esempio le viti e la bulloneria necessaria per il montaggio, sono interamente in legno.
04/12/2009 commenti (0)

Alberi artificiali catturano il CO2 e rendono l'aria più pulita

 

Alberi artificiali catturano il CO2 e rendono l'aria più pulita


Nel futuro il problema del cambiamento climatico potrebbe essere combattuto anche da alberi sintetici, un gruppo di ricercatori della
Columbia University sta lavorando al progetto di 'spazzini dell'aria' molto particolari: dei dispositivi che sotto forma di alberi sarebbero in grado di catturare attraverso le loro 'foglie' di plastica il carbonio che è nell'aria, ad una velocità 1.000 volte maggiore di quella degli alberi reali. Che il nostro eco-futuro sia nelle mani...anzi, nelle foglie di alberi finti?

Tempo fa, qui sul sito di
Wired, vi avevamo parlato di un progetto, per certi versi simile, e ancora in fieri, a cui stanno lavorando i ricercatori del Biosolar Lab del Plitecnico di Torino: una foglia sintetica, che in questo caso però, dovrebbe produrre idrogeno a buon mercato da usare per il biocarburante.

Sembra che la storia delle eco-foglie artificiali non si fermi qui, e possa diventare la soluzione cruciale per lo sviluppo di tecnologie pulite per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. Il professor Klaus Lackner, responsabile del progetto americano dell'albero sintetico, ha cominciato a lavorare all'idea di un dispositivo cattura-carbonio nel 1998. L'obbiettivo era di arrivare a creare dispositivi di dimensioni ridotte in modo che potessero essere 'installati un po' ovunque. Lackner, sostiene infatti che un dispositivo più piccolo non precluderebbe una cattura e uno stoccaggio ottimale delle emissioni di CO2, dato che queste sono sorprendentemente concentrate nell'aria. Da qui l'idea di un 'albero' sintetico con super poteri tecnologici: il prototipo creato sarebbe in grado di catturare, attraverso le foglie, il carbonio presente nell'aria, che a quel punto verrebbe intrappolato in una camera speciale, 'spremuto' e immagazzinato come biossido di carbonio liquido.
In pratica la tecnologia studiata dai ricercatori americani sembra molto simile a quella per catturare il carbonio a disposizione fino ad oggi, con la differenza che questi alberi possono essere posizionati ovunque e possono fare il loro 'lavoro' sempre e potrebbero liberarci del CO2 rilasciato nell'aria non solo dalle fabbriche ma anche dalle macchine, dagli aerei o laddove sarebbe quasi impossibile da 'acchiappare'.

Il prototipo dovrebbe essere presentato a giorni al
US Department of Energy, l'unico problema ancora irrisolto, così come per le altre tecnologie di cattura e stoccaggio CO2 a disposizione fino ad oggi, sembrano i costi, ancora elevati.

Alberi veri versus alberi artificiali o più alberi artificiali per una vita più 'naturalmente' green?

A cura di: Irene Giorgi
Online editing di Federica Cocco
Photo Credit: Flickr CC: josef.stuefer
Fonte:Wired

04/12/2009 commenti (0)

Micro impianti eolici

Micro impianti eolici

È un momento di grande creatività per la nascente green economy, e tra prototipi, start-up e studi di fattibilità sono numerose le idee che potrebbero trasformarsi in prodotti in grado di cambiare (almeno un poco) il mondo.

Dopo le tegole blu che catturano l'energia solare e la trasformarno in elettrica, ora è la volta dei micro-impianti eolici per il fabbisogno domestico. L'idea arriva da una start-up di ingegneri aerodinamici gallesi, e dalla constatazione che i grandi sistemi che raccolgono la forza cinetica del vento attraverso turbine impiantate su enormi pali non solo richiedono enormi investimenti iniziali ma spesso determinano anche imponenti modificazioni del paesaggio.

L'idea di Power Collective è invece quella di sfruttare le correnti ventose normalmente convogliate dai tetti delle case e di sfruttarle in micro-turbine la cui forma è simile a quella di un condizionatore domestico. RidgeBlade (questo il nome scelto per il dispositivo) si monta sul colmo del tetto, con un limitato impatto quindi anche sull'estetica del fabbricato, ed è in grado di funzionare anche in aree poco ventose o con condizioni di vento variabili: è infatti l'inclinazione del tetto a dare la necessaria accelerazione all'aria che verrà poi trasformata in energia elettrica sufficiente a garantire il fabbisogno quotidiano di una famiglia o piccola comunità.

Il team di
Power Collective è convinto che grazie al minimo impatto estetico questa possa essere una soluzione anche per i centri storici o per le aree ad alto valore paesaggistico (zone rurali, parchi naturali, etc), anche in virtù della limitata rumorosità del dispositivo, un fattore discriminante quando si parla di aree urbane e di inquinamento acustico.

Per ora il RidgeBlade è ancora in fase di prototipo ma la recente vincita del primo premio di 500 mila euro della Postcode Lottery Green Challenge 2009
(una iniziativa olandese per sostenere nuove idee per salvare il pianeta) è una bella iniezione di fiducia sulla strada della produzione e commercializzazione su vasta scala.
A Cura di: Claudio Gervasoni
Online editing di Federica Cocco
Photo Credit: Flickr CC: Ignorant Walking
Fonte: Wired

 
04/12/2009 commenti (0)

BIO CELLULARE

 

 

Il primo cellulare biodegradabile realizzato in bamboo. Si chiama Bamboo Phone.

 

 

 

Funziona praticamente come un normale telefono cellulare ma ha concept estremamente sostenibile. Dopo i cellulari in legno, quelli per bambini (gli Oh Kids Phone) o per anziani
(gli
SMS Text Messenger), il target si rivolge ai fruitori attenti all’ambiente. Arrivano così i cellulari realizzati in bamboo.

 

 Si usa come un cellulare tradizionale, permette di fare e ricevere chiamate ma, a differenza dei cellulari tradizionali da gettare nei rifiuti speciali (RAEE), per la dismissione Bamboo Phone può essere tranquillamente gettato nei rifiuti umidi. La struttura esterna, e parte di quella interna, è realizzata infatti in mais e bamboo che, a distanza di qualche mese, si trasformeranno in concime per la terra.

 

Bamboo Phone non avrà bisogno di caricabatterie ma si ricaricherà a mano grazie ad una piccola manovella posta nella parte posteriore del cellulare. I consumi saranno ridotti all’osso anche grazie ad un particolare display monocromatico. Ideatore di questo cellulare sostenibile il designer Gert Jan Van Breugel.

 

Non è il massimo dell’innovazione, ma sicuramente rappresenta un buon sistema biodegradabile, facilmente disassemblabile che fa uso di energie alternative. Bisognerà comunque stare attenti alle batterie. Mi sembra comunque un ottimo spunto.

 

 

Callulare sostenibile Bamboo Phone
 

Fonte:A+D
Questa volta non parliamo di un gioco stilistico o di un utilizzo di un materiale inconsueto, ma di un cellulare concepito per rispettare l’ambiente.
04/12/2009 commenti (0)

Tegole fotovoltaiche

Solar Power Tiles

Dai pannelli alle tegole fotovoltaiche. Un nuovo sistema messo a punto dalla società americana SRS Energy.

Un’interessante evoluzione, nella progettazione e nell’integrazione, per sviluppare una nuova soluzione di pannelli fotovoltaici che assumono la forma di piastrelle convenzionali.

Le tegole fotovoltaiche non sono di certo una novità in ambito solare. Di esempi sul web ce ne sono tantissimi; dai progettisti che si sono limitati a sovrapporre i moduli fotovoltaici sulle tegole a quelli che hanno concentrato gli sforzi progettuali per un restyling studiato ad-hoc per incorporare, nella tegola stessa, i moduli fotovoltaici.

Progetti e sforzi utilissimi per il recupero e l’utilizzo dell’energia pulita del sole e, soprattutto, per un’integrazione sempre più interessante di pannelli fotovoltaici nelle zone antropizzate.

Gli sforzi non si limitano solo a rendere visivamente più armonica l’integrazione dei pannelli fotovoltaici/solari ma soprattutto all’utilizzo in larga scala di sistemi fotovoltaici anche per gli edifici a rilevanza storica. Sono edifici che nascono in contesti architettonici ad altissimo valore storico e che, proprio per questo, non possono deturpare lo scenario artistico nel quale sono incastonati

Per questi casi, e per chi semplicemente preferisce oggetti che più si mimetizzano col contesto, nascono prodotti come queste tegole fotovoltaiche. Le Sole Power Tiles esemplificano il nostro impegno per la sostenibilità senza compromettere l’estetica. Un sistema che riesce a coniugare perfettamente aspetti estetici, superficie utilizzabile e rendimento.

Link utili

 Edilportale

 Il portale del sole

 Rinnovabile.it

 Miniwatt

Tegole fotovoltaiche design sostenibile

04/12/2009 commenti (0)

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