
IL PIANETA ROSSO
|
|
|
|
||||
|
|
|
|
||||
|
|
|
L’AMMUCCHIATA Se il tempio della Ferrari sorgerà vicino a una cattedrale nel deserto come Abu Dhabi, non è comunque un caso. Proprio da queste parti, infatti, stanno per prendere casa anche Titty e Gatto Silvestro (con un parco a tema della Warner Bros), le “dependance” asiatiche di musei come il Louvre e il Guggenheim, importanti eventi sportivi come l’ex coppa Intercontinentale di calcio (prevista per il prossimo dicembre) e forse una tappa del circus della MotoGP. Perché qui di soldi ne girano tanti, e non pochi ne sta investendo in questa impresa la Aldar, società immobiliare che - pagata alla Ferrari una certa somma per la cessione del marchio - ha costruito il Ferrari World, giocattolo costoso e imponente, pronto ad accogliere 10.000 persone al giorno quando nel 2010 aprirà i cancelli.
PIU’ CHE CAVALLINO… CAVALLONE Per i visitatori che planeranno su Abu Dhabi sarà praticamente impossibile non notarlo: a lavori conclusi, sull’enorme scudo rosso di vetro e acciaio ispirato al profilo delle Gran Turismo di Casa, si staglierà un Cavallino rampante grande quanto mezzo campo di calcio. A detta dei progettisti, il Ferrari World diventerà il parco coperto più grande del mondo, dove adulti e piccini potranno addentrarsi insieme nel magico mondo della Formula Uno, rigorosamente a bordo di mezzi Ferrari.
BRIVIDI DA GARA Venti attrazioni in tutto, comprese le montagne russe più veloci del mondo: col cuore in gola si salirà e si scenderà fino a toccare i 220 chilometri orari, raggiunti grazie a un’accelerazione (4 sec. e spicci), pari a quella delle monoposto F1. Non bastasse a impressionarvi, assaggerete anche la G-force experience: un giro su un ascensore alto 62 metri che all’andata riprodurrà l’accelerazione di una rossa dopo il semaforo verde, mentre al ritorno – in caduta libera – simulerà la frenata di una monoposto al termine del rettilineo.
ALONSO IN SCALA 1 A 2 Vivere le emozioni della F1, sì, ma anche imparare cosa significhi guidare una monoposto, provare a sentirsi Massa o Alonso per qualche minuto. A questo provvederanno i simulatori - molto vicini a quelli usati dai professionisti per lo sviluppo delle vetture – immergendo il turista-tifoso nella realtà virtuale di una guida ad alta velocità. Un’esperienza però rigorosamente bandita ai corpi acerbi dei più piccoli, che invece potranno prendere lezioni pratiche su Ferrari elettriche realizzate in scala uno a due.
LABIRINTO MECCANICO Al di là della specificità motoristica e rosso-centrica, il Ferrari World ricicla in buona parte la pozione magica di ogni parco a tema che si rispetti. Restando nell’intrattenimento, non mancherà il cinema 3D, la riproduzione di filmati storici, l’esposizione di pezzi da collezione, e se per anni a Gardaland i bimbi italiani hanno esplorato il corpo umano passeggiando attraverso il corpo di Eva, gli appassionati di automobili di tutto il mondo potranno destreggiarsi tra pistoni e cilindri di un mega-motore della F99 formato 50 metri per 50 per vedere come funziona.
IL LATO B(USINESS) Probabilmente non arriveremo al punto di imbatterci in qualche ominide imbustato in un costume da Schumacher o da Jean Todt, ma certamente troveremo anche lì il solito corollario di hotel da mille e una notte, shopping centre sfarzosi, ristoranti per tasche profonde. E con tutta la strada fatta per arrivare fino ad Abu Dhabi, chi mai si negherà l’acquisto un souvenir? Attenzione allora a ritagliarsi il tempo sufficiente per battere a tappeto un Ferrari Store da 825 metri quadri, da saccheggiare di memorabilia, cimeli e gadget rigorosamente marchiati dal Cavallino.
CUCINA D’IMPORTAZIONE A pranzo, invece, cucina internazionale o italiana, a seconda delle preferenze: gli Arabi hanno replicato perfino due ristoranti di Maranello, dove al ferrarista doc non si negherà il piacere di un italico espresso, tantomeno quello delle più rinomate specialità emiliane. Rigorosamente cucinate ostracizzando dagli ingredienti la carne di maiale, in ossequio alle usanze musulmane.
Il Ferrari World in breve:
STRUTTURE
- Edificio principale: altezza 45 m, circonferenza totale del tetto 2.200 metri
- Aree chiuse accessibili al pubblico: 100.000 m²
- Materiale utilizzato per il rinforzo della struttura: più di 35.000 tonnellate d’acciaio
- Area esterna circondante l’edificio principale: 450.000 m²
TETTO
- Superficie totale: 200.000 m²
- Dimensioni logo Ferrari: 65 m x 48,5 m.
- Punto più alto: 48 m di altezza
- Grondaia: 6.900 m
PRINCIPALI ATTRAZIONI
- Le montagne russe più veloci del mondo (220 km/h)
- G-force experience: un ascensore che permette di salire fuori dal tetto e riscendere da un’altezza di 62 m.
- Simulatori simili a quelli adottati dal team Ferrari per lo sviluppo delle monoposto
- Viaggio attraverso il cuore del motore di una Ferrari 599
- Scuole guida per ragazzi con istruttori esperti
SHOPPING
- Un Ferrari Store da 850 m² con memorabilia di tutte le epoche
- Negozi di souvenir, foto e gadget
- Spazi interattivi dove i bambini possono personalizzare i propri souvenir
- Un flagship store da 1300 m² che offre articoli Ferrari speciali e articoli specifici Ferrari Abu Dhabi

Vespa Piaggio, il mito che non tramonta mai. Un prodotto che ha rivoluzionato l’Italia degli anni ‘50, i modi di vivere e di pensare i traporti.
Nacque dal rapporto sinergico tra Enrico Piaggio e Corradino D’Ascanio, un ingegnere aeronautico nonchè geniale inventore, quando in Italia si rimuovevano ancora le macerie della guerra e la benzina arrivava di tanto in tanto dall’America ed era razionata come il pane e le sigarette. Fu proprio in quel periodo che D’ascanio e Piaggio decisero di far muovere l’Italia su due ruote e mai intuizione è stata così vincente!
Il successo della Vespa fu un boom da tutti i punti di vista. Finanche il cinema subì il suo tremendo fascino, basti pensare ad alcuni film come “Vacanze Romane“, “American Graffiti“, “Il talento di MR.Reply“, “La carica dei 101” o “Caro Diario” (solo per citarne alcuni).
La Vespa, l’”orgoglio della modestia” italiana, con il suo design morbido e sinuoso ha in poco tempo invaso il mercato nazionale battendo sui numeri e sul consenso del pubblico la “rivale” Lambretta di Cesare Pallavicino (quella dell’Italia più snob del “lusso necessario“) dal design più schematico e discontinuo rispetto allo scooter disegnato da D’Ascanio, del quale lo stesso Enrico Piaggio disse “Sembra una vespa con quel sedere a bulbo!” .
Quella che da molti veniva considerato un “trabiccolo” destinato a durare pochi anni, ben presto entrò nel cuore di tutti gli italiani. Il buon umore italiano ritornava il sella, con una nuova possibilità di liberarsi dalla routine e dalle giornate ripetitive; il mezzo per non iniziare la giornata di lavoro con l’umiliazione del treno operaio o del tram che ti passa avanti completo.
Era anche il principio di un nuovo rapporto tra i due sessi: alcuni giornalisti hanno scritto: “trovi un pezzo di strada sconnessa e la ragazza ti si stringe addosso per un senso si conservazione. Uno spasso“. Ma la Vespa rappresentò molto di più, fu anche una molla per l’emancipazione della donna per sganciarsi dagli schemi casa-e-bottega.
La never ending story della Vespa, una storia che non ha visto crisi, 62anni di vita, 145 modelli e più di 17milioni di pezzi venduti in tutto il mondo!! Se c’è un mezzo a due ruote capace di stabilire record su record quello è senz’altro la Vespa.
Le mode cambiano ma la Vespa è per sempre e, anche dopo il restiling della Nuova Vespa, io preferisco sempre il modello più vecchio, la mitica “Vespa 50″ quella con tanta storia da raccontare, che ha cambiato l’italia e che continua ancora a far battere il cuore a tantissimi ragazzi!
Agli appassionati degli accessori vespa consiglio il portale Vespa Shopping, un sito vivace e colorato dove potrete trovare moltissimi oggetti, gadget, capi d’abbigliamento e molto molto altro per calmare la vostra sete di Vespa!

|
|
|
Come J. Kasumba spiega, "L'AADA e i suoi membri hanno una missione: sviluppare e portare avanti un nuovo linguaggio formale che rende riconoscibile il design africano." "Vogliamo un'auto che appaia inequivocabilmente africana". "Nel percorrere questa strada verranno in aiuto dell'AADA la cutura, i costumi ed la percezione del mondo propri dell'Africa." Questa è la filosofia alla base della prima comunità africana dedicata al omndo del design automobilistico. Il sito ufficiale dell'AADA contiene informazioni sull'Associazione, la lista dei membri, una galleria di immagini e alcune interessanti risorse di formazione nel campo del design. |
![]() Il fondatore dell'AADA , Jonathan Kasumba |
![]() Un esempio di design automobilistico africano:la Moroccan Laraki Ful Concept Car ![]() Rendering di John Kalu (Nigeria) |
![]() Bozzetto Citroen di Wayne Batty (Sud Africa) ![]() Pegasus di Mina Reffat (Egitto) ![]() Studio di Jonathan Kasumba |
|
|
|
The Akino Concept è progettata dal Pacifica Advanced Design Center, ed è una compatta vettura a 5 posti che fa ampio ricorso a materiali riciclabili, come il bambù usato per il pavimento interno. (Fonte: AutoWeek) |
![]() |