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 ...terminerà l'era del silicio e arriverà la pirite?




pubblicato: sabato 14 novembre 2009 da Marina in: Energia Tecnologia Scienza Europa Persone Nord America Solare



Fotovoltaico, terminerà l'era del silicio e arriverà la pirite? L’annuncio promette una vera e propria rivoluzione nel settore fotovoltaico: pirite, o l’oro degli sciocchi, al posto del silicio. La notizia viene data da un gruppo di scienziati della University of California-Berkeley e dalla NLV società svizzera che appunto sta sviluppando pannellisolari a base di pirite, un metallo particolarmente abbondante che darebbe celle solari più sottili e molto, ma molto, meno costose. In teoria, la pirite assorbe più lunghezze d’onda della luce utilizzando una frazione del silicio. In pratica la prestazione si ferma al 3% anche se ora con le nanotecnologie sembra che la fattibilità del progetto possa davvero essere migliorata.

Ha detto Cyrus Wadia uno degli studiosi che segue il progetto per la Berkeley:

Questa analisi è veramente una miscela di fisica dei semiconduttori e analisi economica delle risorse naturali. Oggi se tirassimo fuori tutto l’indio o il silicio avremmo comunque un limite di generazione dell’energiasolare.

Riferisce Wadia che le cellule migliori in pirite, per ora, possono convertire solo circa il 3 per cento della luce che li colpisce in energia elettrica, un numero che non è cambiato molto partire dagli anni ‘80. Ossido di indio e stagno, silicio, arsenides gallio e altri materiali utilizzati per costruire i pannelli solari in grado di raggiungere molte volte che l’efficienza. Perciò Wadia con il suo gruppo di ricerca si è concentrato su altri 23 materiali presenti sulla crosta terrestre.

Ha detto Wadia:

Non possiamo cambiare la geologia della Terra, perciò dobbiamo cercare i materiali più abbondanti, poichè allo stato attuale siamo in grado di mettere a malapena l’energia solare nelle mani di un milione di persone figuriamoci se dovessimo rifornirne 6 miliardi!

La soluzione? Wadia pensa di aver risolto questo problema utilizzando nanocristalli. Manipolando pirite a livello atomico e integrando cadmio è stato possibile aumentare il numero di lunghezze d’onda che la cella solare in pirite è in grado di catturare. Per ora, comunque, i due prototipi di Wadia possono convertire solo l’ 1,6 per cento della luce che li colpisce in energia elettrica. Wadia non è l’unico scienziato a guardare alla pirite. NLV con la casa automobilistica svedese Koenigsegg ha messo su una concept-car come la Quant che monta strati multipli di celle solari che sono in grado, dichiarano, di convertire il 50 per cento di tutta la luce che li colpisce in energia elettrica.

Via | Discovery
Foto |
Regione Emilia Romagna

Presa elettrica intelligente



Altro che ciabatte intelligenti! Invece di creare oggetti di supporto modifichiamo direttamente le prese elettriche!

Bella l’idea di Yong-jin Kim, un designer astuto che, sebbene alle prime armi, può già vantare diversi premi e riconoscimenti importanti nel campo del design.

Switch è uno dei suoi ultimi progetti che al Seoul Design Olympiad 09 ha ottenuto l’Iron Haechi Prize e il People’s Choice Award. Come dicevo si tratta di una particolare presa elettrica, dall’interfaccia più familiare e accattivante, progettata per evitare sprechi e preservare i fruitori più piccoli da spiacevoli incidenti.

Switch funziona esattamente come una normale presa elettrica ma ha diverse caratteristiche che la rendono più funzionale e attenta agli sprechi. In primo luogo, diversamente dalle normali prese elettriche, una volta inserita la spina basta ruotarla verso destra o verso sinistra per avere o non avere corrente. Così, quando non usiamo gli apparecchi elettrici, basta ruotare la spina per evitare che i dispositivi restino in standby consumando continuamente energia

Questa caratteristica all’inizio non mi convinceva perché pensavo che con un semplice click, magari di una  ciabatta tipo Power Bridge, avrei subito risolto il problema (considerando che con un gesto disattivo 6 prese). Ma poi ho pensato che spesso, di tutte quelle prese, me ne serve solo una e così attivo un’intera ciabatta per un unico apparecchio. Con Switch invece è possibile scegliere se attivare o disattivare ogni singolo accessorio, lasciando più possibilità di scelta ed evitando così sprechi energetici.

La linea grafica, anche se scontata, è realizzata per evitare che i bambini inseriscano accidentalmente le dita nella presa. I fori sono infatti tutti chiusi e solo spingendo l’elemento verde verticale e ruotando verso destra la spina all’interno della presa si ha il passaggio di corrente.
Piccoli accorgimenti che semplificano la vita, riducono gli sprechi e rendono casa e ufficio più funzionali.

Fonte: archdesign

Presa elettrica intelligente - casalivingdesign

Risparmio energetico: Sparisce lo sgravio fiscale

 

Aldilà degli inverosimili allarmi lanciati da parlamentati e associazioni ambientaliste sul supposto possibile azzeramento dei fondi per il mantenimento il prossimo anno dello sgravio fiscale del 55% per l’efficienza energetica in edilizia (quanto successo al precedente tentativo di cancellarlo insegna e, salvo colpi di scena, a Marzo si svolgeranno le Elezioni Regionali), è difficile comprendere come mai nella Finanziaria per il 2010 in discussione al Parlamento non si faccia cenno alla proroga del 55% per gli anni successivi, mentre contiene l'estensione fino al 2012 della detrazione fiscale ai fini Irpef del 36% per le ristrutturazioni edilizie e per l'acquisto di immobili ristrutturati, e la stabilizzazione dell'IVA agevolata al 10% sui lavori. Ora, pur condividendo in pieno le precisazioni avanzate da Uncsaal ovvero “Affermare che la Legge Finanziaria 2010, recentemente consegnata dal Governo al Parlamento per l'iter di approvazione, azzeri il bonus del 55% è tecnicamente non vero. Le detrazioni saranno in ogni caso in vigore fino al 31 dicembre 2010 e quindi non era necessario che alcuna proroga fosse contenuta nella finanziaria" non si può tuttavia ignorare che pure il mantenimento della detrazione del 36% non era in discussione eppure si è stabilito di riportare nero su bianco la decisione di prorogarla per gli anni successivi.
Perché, dunque, non si è ritenuto altrettanto importante fare lo stesso per lo sgravio fiscale del 55%?
Qualunque sia la risposta essa deve secondo noi partire da una considerazione di fondo legata alla pressione sul Governo che la lobby rappresentata da ANCE è in grado di esercitare. Indubbia capacità che determina scenari di grande incertezza per l’auspicabile prolungamento del bonus fiscale del 55% così come in vigore fino al 31 dicembre del prossimo anno.
Infatti, dopo aver “incassato” con largo anticipo l’estensione al 2012 della detrazione fiscale del 36%, ANCE ha già messo le mani “avanti” pure sul bonus del 55% indicando la necessità di rivederne l’importo per rimodularlo sulla base della tipologia dell’intervento. In altre parole si punta ad ottenere una diversa suddivisione dei “benefici” derivati da questa agevolazione rompendo di fatto l’unanimità esistente su una misura che ha dato risultati fortemente positivi in termini ambientali ed economici, contribuendo al rispetto dei parametri europei nell'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra e di impulso all'utilizzo delle fonti rinnovabili, sostenendo inoltre il sistema produttivo ed occupazionale in una fase di grave recessione economica. E la mancata riconferma dell’estensione del 55% in Finanziaria riteniamo rappresenti già una prima risposta data dal Governo alla richiesta avanzata dall’Associazione dei costruttori.
Richiesta che si contrappone nei fatti a quella espressa dal nostro settore. Da tempo le nostre aziende chiedono che sia confermata la detrazione del 55% almeno per un altro biennio e per cercare di mantenerne alto l’interessamento Uncsaal è in costante dialogo con le istituzioni competenti. In occasione della sua Assemblea Generale, è stata distribuita fotocopia della lettera inviata dal Sottosegretario all’Economia e Finanze, Onorevole Luigi Casero, nella quale viene ribadito il mantenimento del 55% per il 2010, mentre per la sua eventuale proroga si fa solo riferimento all’impegno di esaminare la “possibilità” di prolungarle “con la massima disponibilità” che di certo non significa riproporlo nell’attuale forma come è viceversa già stato deciso per il 36%.
Alessandro Presbitero


 

Il nuovo Stadio della Roma di GAU Arena

 
 

Uno stadio ecosostenibile in zinco-titanio

 È stato presentato ufficialmente il progetto dello Stadio Franco Sensi, nuovo Stadio della Roma che sorgerà in zona Aurelia su progetto dello studio GAU Arena.

Il nuovo Stadio della Roma di GAU Arena

Progetti correlati

 
Stadio “FRANCO SENSI”
Roma, 2013

Stadio “FRANCO SENSI”

GAU Arena

Il capo progetto, l’arch. Gino Zavanella, già progettista dello stadio della Juventus, l’ha definito “l’agorà degli anni 2000” poiché nella progettazione è stata data grande rilevanza al riavvicinamento e ritorno delle famiglie allo stadio con l’allestimento di zone per l’accoglienza e il tempo libero e la creazione di kids areas, veri e propri settori per l’ospitalità dei bambini.  
 
Lo stadio sarà, anche, luogo di spettacolo e intrattenimento attraverso le molteplici attività ricreative presenti all’interno della struttura (ristoranti, bar, sale giochi, baby club, area relax, ecc.). Attivo 7 giorni su 7 con un alto livello di servizi in tutti i settori (media 0,80 mq/spett).
 
L’area Media,dimensionata secondo le normative UEFA euro 2016, sarà caratterizzata da un elevato comfort per gli operatori poiché sarà dotata di tribune stampa tecnologicamente avanzate, area accoglienza con bar e ristoro.
 
Lo stadio, inoltre, ospiterà il Museo della Roma per i tifosi e per i turisti: creando opportune sinergie con le strutture turistiche attive su Roma, operanti in tutto il mondo, si potrà inserire un tour dello stadio e del Museo-Roma nei pacchetti per la città.
 
Lo studio di un sistema di percorsi interni a raggiera di facile lettura garantisce massima sicurezza e renderà possibile l’evacuazione dello stadio in meno di 5 minuti (20m/min). La raggiungibilità di tutti i settori è garantita dall’abbattimento di tutte le barriere architettoniche grazie all’utilizzo di rampe o ascensori.
 
Lo stadio è avvolto da una fascia perimetrale di due grandi schermi di led di ultima  generazione che serviranno a comunicare con la città e che saranno usati con varie caratteristiche e definizioni secondo le zone in cui saranno istallati. Questi schermi hanno la prerogativa di avere un alta luminosità ed un elevato contrasto in tutte le condizioni ambientali e di irraggiamento solare.
 
La pelle, il “guscio” è pensato in zinco-titanio, materiale ad alto coefficiente di riflessione della luce, che farà variare la percezione visiva dei colori dello stadio a seconda della luce del giorno, passando dall’argentato dell’alba al dorato del tramonto. Lo zinco-titanio è un metallo duttile, flessibile, leggero, autopulente e, soprattutto, resistente all’inquinamento e all’azione degli agenti atmosferici. Ha, inoltre, un coefficiente di dilatazione molto basso che gli conferisce, quindi, maggiore stabilità geometrica.
 
Il sistema di copertura prevede 2 membrane sovrapposte alla struttura (il guscio) in zinco-titanio, aventi funzioni separate. La prima membrana sarà interamente ricoperta da pannelli fotovoltaici in grado di soddisfare l’intero fabbisogno dello stadio. La seconda sarà semitrasparente in modo da far passare circa l’80% della luce e permettere l’irraggiamento del manto erboso e allo stesso tempo proteggere della pioggia. Questa sovrapposizione opportunamente distanziata, unita ai 4 passi carrai, che fungono da ripresa, permetterà una naturale e/o forzata ventilazione per il benessere del pubblico e del manto erboso.
 
Il nuovo stadio sarà completamente ecosostenibile: la copertura sarà composta di pannelli fotovoltaici; si sfrutterà la ventilazione naturale per il raffrescamento degli ambienti e le acque piovane raccolte saranno riutilizzate per l’irrigazione del campo.   All’interno 2 tabelloni completamente digitali consentiranno la fruizione di contenuti ad alta definizione. Lo stadio sarà interamente cablato e ciò consentirà di dotare ogni settore ed ogni posto di pannelli interattivi, che daranno la possibilità allo spettatore di effettuare scommesse sportive nel proprio settore o direttamente dal posto, di avere accesso al web e vedere le altre partite in contemporanea. Questo tipo di cablaggio consentirà, inoltre, il rispetto dei requisiti UEFA euro 2016 in merito al numero ed al posizionamento delle telecamere.
 
Esclusivo dello stadio sarà il raggio di curvatura studiato per il raccordo tra le tribune che, comparato con la curva di visibilità, ottimizzerà la visuale sul campo dalle aree corner (dist. min. 7,00m – dist. max 9,00m). La “visione d’insieme” della partita, pertanto, sarà in queste 4 zone assolutamente privilegiata con un comfort di alto livello. Esclusiva dello stadio sarà la presenza di 4 palchi (13 posti cad.) accanto alle panchine a bordo campo un settore da 250 posti per il corporate ospiti (tribuna est) con un elevato livello di servizi.
 
Il concept alla base del progetto si basa sulla funzione dello stadio. Lo stadio Franco Sensi vivrà all’interno e all’esterno, durante e dopo la partita, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, poichè proietterà notizie, informazioni e immagini come una sorta di “giornale interattivo”. GAU Arena ha pensato a un’architettura semplice, senza orpelli e superfetazioni che possa entrare a far parte facilmente della memoria collettiva. Lo Stadio sarà semplice ed essenziale come “semplici ed essenziali erano le armi con cui andavano a combattere i gladiatori” ha affermato l’arch. Gino Zavanella nell’esporre il progetto. “È un’opera che aiuta a creare spazi di aggregazione vivibili, dove l’obbiettivo dev’essere il benessere dello stare insieme, dove la creazione delle attività complementari faccia diventare lo stadio un luogo d’incontro, l’agorà degli anni 2000”. 

di Cecilia Di Marzo
fonte: Edilportale


 

LA FINE DELLE LAMPADINE A INCANDESCENZA


Tra risparmio e futuro: dal primo settembre comincia la dismissione delle lampadine a incandescenza




 

Vantaggi
Non sono pochi: l’illuminazione assorbe circa il 20% dei consumi elettrici mondiali. Sostituire le lampadine tradizionali con quelle fluorescenti compatte, a led o alogene a basso consumo significa ridurre il consumo d’energia, costruire meno centrali elettriche e ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) e degli altri gas climalteranti, come stabilito dal Protocollo di Kyoto. Per farsi un’idea: per produrre un kwh si consumano circa 220 gr di combustibile e si emettono circa 500 gr di CO2. Secondo l’Enea, l’Ente per le nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (
www.enea.it ) l'energia elettrica impiegata in Italia per l'illuminazione è pari a 7 miliardi di chilowattora l'anno, mentre sarebbe possibile risparmiarne almeno 5 illuminando meglio le nostre case. Dei numeri più comprensibili? Per ogni lampadina tradizionale sostituita con una di classe fluorescente si calcola un risparmio di 14 € l’anno e 40 kg in meno di anidride carbonica emessa. Per verificare quanto ne sapete sul tema provate a compilare il questionario proposto dall’’Enea: www.enerlin.enea.it/pag_Questionario.html.

 

Svantaggi
I costi delle lampadine a basso consumo sono superiori – quelle a incandescenza costano da pochi centesimi fino a 2 Euro, le altre vanno dai 4 Euro in su - hanno una luce meno calda di quelle tradizionali – tema che preoccupa progettisti e produttori di lampade – e soprattutto contengono sali di mercurio – 4 gr max in Europa - polveri e gas che ne richiedono la dismissione nei rifiuti speciali come previsto dalla normativa RAEE 151/2005 e il riciclo.

 

Dismissione
Anche se in molti non lo fanno ancora, i Comuni devono organizzare la raccolta e iscriversi al Centro di Coordinamento Raee (
www.cdraee.it) per ricevere in comodato i contenitori che verranno ritirati gratuitamente da uno dei consorzi addetti, organizzati dai produttori per la dismissione corretta. Il consorzio più attivo per le lampade fluorescenti è Ecolamp (www.ecolamp.it ) che copre circa l’85% dei ritiri e assegna addirittura un “trofeo Ecolamp” al comune più efficiente – il premio 2009 è andato a Gandino (BG) con 1370 sorgenti luminose raccolte. Entro breve – non appena ci sarà il decreto attuativo per il ritiro 1 a 1 - gli stessi distributori dovranno provvedere al ritiro a fronte di un nuovo acquisto. Qualora il vostro comune non avesse ancora organizzato un centro di raccolta, fate presente l’obbligatorietà di questa incombenza e suggerite di contattare il Centro di Coordinamento Raee.

A Cura di Donatella Pavan
Fonte: AT